Etichette e olio extravergine: l’importanza e le potenzialità di un’ informazione chiara.

  Francesco Bromo   Apr 15, 2016   News, packaging, vinitaly2016   0 Comment

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di Francesco Bromo – (redazione iBlend Ag.)
Leggere l’olio extravergine di qualità: quali informazioni per la tutela di  consumatori e produttori?

È questo il titolo di un importante convegno tenuto a Sol&Agrifood, la Rassegna dell’Agroalimentare di qualità tenutasi in concomitanza con Vinitaly 2016.

In realtà l’etichetta più che oggetto passivo di lettura da parte del consumatore deve farsi soggetto attivo del narrare.

Tutti gli ospiti del convegno, tra cui Giancarlo Caselli, magistrato e presidente dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e nel sistema agroalimentare e Gaetano Pascale, presidente di Slow Food, si sono espressi sulla necessità di un’etichetta narrante che racconti la qualità intrinseca del prodotto attraverso il territorio da cui proviene e la materia prima con cui è fatto.

Il recente scandalo della contraffazione dell’olio extravergine di oliva, infatti, non ha danneggiato solo i consumatori frodati, ma anche i produttori che ne hanno subito la cattiva pubblicità di ritorno.

“Uno dei punti di forza dell’extravergine d’oliva Made in Italy” – spiega Giuseppe Vadalà, comandante Regionale per la Toscana del Corpo Forestale dello Stato – “ sono le oltre 400 cultivar di olivo italiano”, ognuna espressione di un territorio e di una tradizione che sapientemente trasforma una materia prima in un prodotto dalle incredibili proprietà benefiche.

“L’etichetta deve essere anche comprensibile” – rilancia Gaetano Pascale, presidente di Slow Food – : le indicazioni obbligatorie da inserire in etichetta sono incomprensibili alla maggior parte dei consumatori, che di contro non sanno da dove viene l’olio che acquistano, né le olive che sono servite a produrlo e “nemmeno si può scrivere che l’olio extravergine d’oliva fa bene”

“il margine di guadagno derivante dalle contraffazioni è molto alto, ma le pene limitate ed è quindi necessario che vengano colmate le lacune nella legge”, fa notare Giancarlo Caselli. “L’etichetta narrante” – continua – “deve essere l’obiettivo della riforma delle leggi sui reati agroalimentari”, tema sul quale il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha garantito massima celerità.

E noi di iBlend, non possiamo che essere d’accordo.

 

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